“COLPA” E “ILLEGITTIMITÀ”: LA SCURE DEL TRIBUNALE SULL’AZIONE AMMINISTRATIVA DEL “DA VINCI AGHERBINO”

Si chiude con una sentenza di condanna (iscrizione causa nr 6704/2024 r.g.) del Ministero dell’Istruzione e del Merito, per il tramite dell’Istituto scolastico “Da Vinci – Agherbino” di Noci la vicenda legale che ha visto protagonista un lavoratore del personale scolastico in servizio.

Al centro della controversia giudiziaria, approdata dinanzi al Tribunale di Bari in funzione di Giudice del Lavoro, vi è il diniego dei riposi giornalieri per paternità da parte dell’amministrazione dell’IIS “Da Vinci Agherbino”. All’epoca della vicenda, l’Istituto operava (e opera tutt’oggi) sotto la direzione della Dirigente Scolastica Anna Maria Pani.

I fatti risalgono all’autunno del 2023, quando il lavoratore, padre di un bimbo appena nato, presenta formale istanza per usufruire dei riposi giornalieri spettanti per legge. La madre del piccolo non è una lavoratrice dipendente, bensì casalinga. È in questo frangente che si concretizza l’operato della amministrazione scolastica dell’IIS “Da Vinci Agherbino”: la richiesta viene ostacolata. Infatti, l’amministrazione subordina la concessione dei permessi ad una “integrazione documentale, comprovante situazioni di oggettiva impossibilità della madre stessa di accudire il bambino“. Di fatto, per il giudice, un vero e proprio diniego.

La risposta della magistratura all’azione dell’amministrazione scolastica del “Da Vinci – Agherbino” è netta e si articola in due durissimi provvedimenti. Con una prima ordinanza cautelare (r.g. nr 1683/2024) il Giudice del Lavoro definisce la richiesta avanzata dall’Amministrazione “del tutto infondata e non idonea ad inficiare il buon diritto dell’istante“. Il Tribunale rileva come le decisioni prese dai vertici della scuola si basassero su un’interpretazione errata: “Tale esclusione […] risulterebbe in contrasto col dato testuale della disposizione, non potendo l’interprete richiedere la sussistenza di un ulteriore presupposto di fatto“. Il giudice smonta la tesi dell’operato della dirigenza dell’Istituto, precisando che non vi è “alcuna ragione per distinguere i lavoratori in dipendenza delle modalità di esplicazione della prestazione lavorativa” e che il lavoro domestico possiede piena dignità costituzionale.

Ma la vicenda giudiziaria non si esaurisce con l’ordine di ripristino immediato del diritto. Il braccio di ferro prosegue nel giudizio di merito, dove l’operato dell’amministrazione scolastica guidata dalla Dirigente scolastica Pani viene ulteriormente vagliato per i mesi in cui il diritto è rimasto sospeso. Nella sentenza definitiva, il Tribunale accerta formalmente “l’illegittimità del diniego opposto dall’amministrazione avverso l’istanza del lavoratore/padre“.

Nelle motivazioni che portano alla condanna finale, il Tribunale pone un forte accento sulla responsabilità di chi ha gestito la pratica all’interno dell’istituto. Il Giudice, infatti, ritiene “sussistente, nell’inadempimento datoriale, l’elemento soggettivo della colpa“. Il diniego opposto, si legge agli atti, risulta “in contrasto con le norme di rango Costituzionale“, oltre che con la chiara giurisprudenza del Consiglio di Stato. Dunque, non un semplice vizio burocratico, ma un vero e proprio “inadempimento datoriale” aggravato dall’ “elemento soggettivo della colpa“. Sono parole pesanti come macigni quelle messe nero su bianco dal Tribunale di Bari, Sezione Lavoro, per inquadrare e sanzionare l’operato dell’amministrazione dell’IIS “Da Vinci Agherbino”.

L’epilogo della vicenda vede l’amministrazione dell’IIS “Da Vinci Agherbino” perdere su tutta la linea. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, trascinato in giudizio a causa della condotta di chi ha gestito la pratica nell’istituto, dovrà ora rispondere dei pregiudizi patiti, con un risarcimento diviso in parti uguali tra il lavoratore e il figlio minore. Anche a carico del Ministero le spese del processo. Una pronuncia che fissa confini rigidi e invalicabili sulle procedure amministrative interne alle scuole in materia di diritti genitoriali.

Ma la bufera sull’Istituto potrebbe non essersi esaurita nelle aule di tribunale. Nelle ultime ore, infatti, alla nostra redazione sono stati segnalati ulteriori episodi critici legati alla gestione interna della scuola in corso di approfondimenti da parte di questa testata.

Leave a Reply

Your email address will not be published.