Maggioranza: “Investiamo sul futuro”. Opposizione: “Troppe multe, dimenticato il sociale”

Una seduta apparentemente tecnica, ma dal profondo peso politico e programmatico, quella svoltasi presso il Consiglio Comunale di Noci. Al centro dei lavori, l’approvazione del rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2025, un documento che ha offerto all’assise l’opportunità non solo di fare i conti con i bilanci, ma di interrogarsi sulle reali priorità della comunità, a partire dall’emergenza sociale e dal sostegno alle fasce più deboli.

La seduta, presieduta da Nicola Intini, ha subito una lieve variazione iniziale: il primo punto (approvazione dei verbali) è stato ritirato a causa di un malfunzionamento della firma elettronica. Si è passati così direttamente all’illustrazione del rendiconto da parte dell’Assessora Antonella Leonarda Recchia.
I numeri certificano la stabilità dell’ente: il 2025 si chiude con un avanzo di amministrazione libero pari a 9.755.761,32 euro (migliorato del 4,79% rispetto al 2024), un fondo cassa iniziale di oltre 8,3 milioni e riscossioni che sfiorano i 27,4 milioni di euro. Un risultato definito “serio e coerente” dalla Giunta, che ha rispettato tutti i vincoli di finanza pubblica.

I numeri positivi sono diventati rapidamente il terreno per un acceso confronto politico sulle scelte di spesa. I consiglieri Giovanni Marino Gentile, Paolo Conforti e Fortunato Mezzapesa hanno sviscerato il tema delle disuguaglianze, portando il dibattito su un livello squisitamente analitico.

Il consigliere Giovanni Marino Gentile ha preso la parola per difendere la “visione” dell’attuale amministrazione, respingendo le critiche su una presunta mancanza di programmazione. Nel suo intervento, ha tracciato un netto e polemico distinguo con la passata gestione amministrativa, accusata di aver spinto le addizionali IRPEF al tetto massimo perché “non era capace di fare cassa, non era capace di garantire servizi e di dare delle risposte”. Marino Gentile ha rivendicato con forza che l’attuale giunta ha scelto di non mettere ulteriormente le mani nelle tasche dei cittadini, concentrandosi invece su soluzioni alternative—come la nascente Comunità Energetica, pensata proprio per riversare incentivi in progetti etico-sociali—per garantire assistenza ai bisognosi senza inasprire la pressione fiscale.

L’intervento più critico e minuzioso è arrivato dal consigliere Paolo Conforti, che ha sviscerato le contraddizioni dell’avanzo libero e puntato il dito contro le politiche sanzionatorie dell’ente. Analizzando le direttrici di spesa, Conforti ha evidenziato un profondo squilibrio: a fronte di un avanzo applicato di quasi 3 milioni di euro (2.976.837 euro), solo 15.000 euro – pari ad appena lo 0,50% – sono stati destinati agli interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale. Una cifra che stride pesantemente, secondo il consigliere, con i 54.000 euro stanziati per il passaggio del Giro d’Italia.
Ma l’attacco più duro di Conforti ha riguardato la gestione del decoro urbano, affrontando di petto la questione delle multe per il mancato rientro dei mastelli della raccolta differenziata. Il consigliere ha condannato senza mezzi termini la linea definita “repressiva” dell’amministrazione, sottolineando il grave impatto sociale di queste sanzioni:
“L’opposizione non fa parte di questa azione politica. Voi li multate con ben 160 euro. Se a una persona con uno stipendio di 800 euro togliete 160 euro di multa, state creando un danno enorme.”
Conforti ha contestato la mancanza di flessibilità, sostenendo che la Giunta avrebbe dovuto fornire un atto di indirizzo politico per rivedere importi considerati punitivi, anziché subire passivamente l’applicazione meccanica della sanzione minima da parte degli uffici. Questo atteggiamento, ha concluso, dimostra un totale scollamento tra l’attenzione ai grandi eventi e le reali condizioni economiche di molti cittadini nocesi.

Di profondo respiro sociologico è stata l’analisi di Fortunato Mezzapesa, che ha analizzato i macro-dati del rendiconto sottolineando come la stragrande maggioranza dei fondi sia stata orientata verso investimenti e infrastrutture, a discapito di un welfare diretto. Citando esplicitamente l’economista Stefano Zamagni, Mezzapesa ha avvertito l’aula sul crescente divario che affligge “i diseguali” della comunità.
Riprendendo poi la polemica sollevata da Conforti sulle sanzioni per i mastelli, Mezzapesa ha chiamato in causa il filosofo Montesquieu per criticare l’uso esclusivo della leva punitiva: “I 160 euro di multa possono anche essere giusti per chi reitera il comportamento in modo provocatorio per cinque volte, ma non è con le sanzioni che si educano i cittadini”. Mezzapesa ha invocato un cambio di passo, ricordando che prima di reprimere, le istituzioni hanno il dovere di fare prevenzione sociale e relazionale, e che gli amministratori per primi devono essere il buon esempio.

Alle dure sollecitazioni ha risposto direttamente il Sindaco Francesco Intini, che ha difeso la linea della Giunta. Il Primo Cittadino ha spiegato che l’utilizzo dell’avanzo libero richiede progettualità complesse, e ha rivendicato le scelte fatte, inclusi i grandi eventi e il rigore sul decoro urbano.
Sulla questione dei mastelli, il Sindaco ha ricordato che Noci è Capitale della Cultura e aspira a diventare un polo turistico ed enogastronomico: “Avere i mastelli abbandonati per strada sine die non è confacente a una città attrattore. L’azione della Polizia Locale è per far rispettare un regolamento, non è repressione” ha precisato Intini.
Riguardo ai fondi sociali, in ultimo il Sindaco ha ribadito che l’edilizia pubblica ha un forte risvolto umano: “Quando si eliminano le barriere architettoniche e si rifanno i basolati per permettere a una persona in stampelle di camminare sicura, si sta facendo del sociale. Quando si costruiscono scuole nuove ad alta efficienza energetica, si liberano fondi correnti da destinare al welfare”.

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