La sanità pugliese vive un momento di forti contrasti. Da un lato, la Regione a guida Emiliano è stata promossa dal Ministero della Salute per il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e ha raggiunto risultati record nelle politiche di prevenzione. Dall’altro, cresce il numero di cittadini pugliesi costretti a rinunciare a visite o cure a causa dei tempi di attesa e delle difficoltà economiche. Secondo il Rapporto GIMBE 2025, nel 2024 circa 424.000 pugliesi, pari al 10,9% della popolazione, hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, un dato in aumento rispetto al 2023, quando la quota si attestava all’8,4%. La media nazionale è più bassa, intorno al 7,6%. Le cause principali sono le liste d’attesa troppo lunghe, le difficoltà economiche e le carenze di personale.
“Siamo davanti a un sistema che regge, ma che non riesce a garantire tempi e accesso equo per tutti”, ha commentato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE. La spesa sanitaria privata pro-capite in Puglia si ferma a 499 euro, contro una media italiana di circa 730 euro (fonte: ANSA / GIMBE), segno che i pugliesi spendono meno di tasca propria per la salute ma hanno anche meno possibilità di rivolgersi al privato quando il pubblico non risponde in tempi brevi.
Il Cruscotto regionale dei tempi di attesa evidenzia situazioni critiche soprattutto nelle province di Bari e BAT. Nel primo semestre del 2024, le visite urgenti (priorità U) sono state garantite entro i tempi previsti solo nel 23% dei casi a Bari e nel 6% nella provincia di Barletta-Andria-Trani. Nelle aree interne e rurali il quadro è simile, con molte prestazioni diagnostiche e visite specialistiche in ritardo anche di settimane.
Un altro nodo è la carenza di personale.
Nel 2023 la Puglia contava 1,74 medici ogni 1.000 abitanti (media italiana 1,85) e 4,41 infermieri ogni 1.000 abitanti (media nazionale 4,7). Le assunzioni straordinarie post-pandemia non sono bastate a colmare il divario, mentre cresce la domanda di servizi territoriali legata all’invecchiamento della popolazione. Ciò comporta sovraccarico dei pronto soccorso e rallentamento delle attività ordinarie. Molti pazienti si rivolgono ad altre regioni, contribuendo ad un saldo negativo di -230 milioni di euro nella mobilità sanitaria.
Sul piano finanziario, la Regione rivendica risultati positivi: nel 2024 il bilancio sanitario ha registrato un disavanzo di circa 88 milioni di euro, molto inferiore alle stime precedenti che sfioravano i 300 milioni.
“I conti sono in ordine e la Puglia non rischia commissariamenti”, ha dichiarato il presidente Michele Emiliano (fonte: ANSA, aprile 2025).
Sul fronte della prevenzione, la Regione è un modello nazionale: il 97,53% degli obiettivi del Piano Regionale della Prevenzione è stato raggiunto nel 2025 (fonte: Giornale di Puglia). Screening oncologici, campagne vaccinali e promozione di stili di vita sani hanno migliorato gli indicatori di salute pubblica. Il Ministero della Salute ha riconosciuto alla Puglia lo status di regione adempiente in tutte e tre le aree dei LEA (prevenzione, assistenza distrettuale e ospedaliera) per il 2022 e 2023, un traguardo non scontato per il Mezzogiorno, anche se permangono differenze territoriali molto profondo: le province di Bari e Lecce mostrano risultati migliori rispetto a Foggia e BAT.
La Regione punta ora a ridisegnare il modello di assistenza con più risorse destinate ai Distretti sanitari, alla telemedicina e alle Case di comunità previste dal PNRR, per ridurre la pressione sugli ospedali e migliorare l’accesso territoriale. “Abbiamo numeri incoraggianti sulla qualità e la prevenzione, ma non possiamo ignorare la sofferenza dei cittadini che attendono mesi per una visita o rinunciano del tutto”, dichiarò l’ex assessore regionale alla Sanità Rocco Palese.
La sanità pugliese si trova dunque in una fase di equilibrio precario: conti in ordine, buona performance preventiva e LEA rispettati, ma anche accesso difficoltoso, carenze di personale e liste d’attesa insostenibili. Una sfida complessa che richiede scelte strutturali ed una governance capace di coniugare sostenibilità economica e diritto alla salute, perché – come ricorda la Fondazione GIMBE – “un sistema sanitario è sano solo quando nessuno è costretto a rinunciare a curarsi”.
Fonti: Fondazione GIMBE VIII Rapporto 2024-2025; Ministero della Salute monitoraggio LEA 2022-2023; Regione Puglia Cruscotto tempi d’attesa e Piano Regionale della Prevenzione; ANSA “I conti della sanità pugliese sono in ordine” (aprile 2025); Rainews Puglia “L’8,4% dei pugliesi rinuncia alle cure” (2024); Giornale di Puglia “Puglia modello di prevenzione” (giugno 2025); CISL Bari “Visite urgenti garantite solo al 23% dei pazienti” (gennaio 2025).


























