Una signora nocese morì a causa di un improvviso malore.
Una tragedia consumata in Piazza Garibaldi il 7 novembre 2020. La donna era seduta su una panchina vicino l’edicola di Piazza Garibaldi quando si accasciò ed ebbe un malore. A nulla fu servito l’intervento dei soccorsi, una volta arrivati sul posto perché già deceduta. I soccorsi del 118 arrivarono 50 minuti dopo la prima richiesta di aiuto, però senza il medico a bordo dell’autobulanza, dato che chi aveva risposto alla chiamata di soccorso aveva assegnato all’intervento un codice giallo e non rosso. Dopo ulteriori 30 minuti arrivò un medico che accertò il decesso alle 21:05.
La notizia lasciò sgomenta l’intera comunità.
La famiglia della Signora ha denunciato presso la Procura di Bari quanto accaduto, ma la Procura non ha ravvisato reati ed ha chiesto l’archiviazione per le due persone indagate con l’accusa di omicidio colposo, quali un medico e un operatore del 118. La procura ha certificato che si è trattata di una “morte improvvisa”, e quindi “solo un intervento fortuitamente istantaneo” avrebbe potuto salvare la 68enne Maria Grazia Gentile. Nel contempo la Procura ha, però, asserito che il comportamento dei due indagati è stato “omissivo e negligente”, ma sia l’esecuzione di procedure di rianimazione non eseguite e sia un più tempestivo intervento del 118 non avrebbe cambiato il decorso degli eventi. La vittima si sarebbe salvata solo con un intervento quale quello di “defibrillare entro 5 minuti per avere una percentuale di sopravvivenza del 50%, percentuale che si riduce del 10% per ogni minuto di ritardo del primo soccorso”.
Dunque, la Procura ha ritenuto non ravvisabili profili di responsabilità in quanto non è stata evidenziata una relazione di causa effetto tra il comportamento, sia pure inidoneo, degli indagati e l’evento morte.


























