In&Out il meglio e il peggio della settimana

NOCI – Anche questa settimana ci siamo. Le fredde temperature “favoriscono” la lettura della nostra rubrica. Questa settimana il podio meritatamente va alla bottega storica di “Mezzarecchia”.  Nei bassifondi “infernali”, vi collochiamo i visitatori incivili che come ogni edizione della sagra, riducono il nostro paese ad “immondizzaio”.

 

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IN – E’ stata denominata “La capsula del tempo” e i tanti visitatori accorsi a Noci per la due giorni della sagra “Bacco nelle Gnostre”, hanno avuto il piacere di visitare la “storica” bottega di “Mezzarecchia” questo l’appellativo con cui si identificava il titolare.  Un viaggio nel tempo appunto, quello che i visitatori hanno compiuto.

Un’apertura voluta fortemente dagli eredi dei “mezzarecchia” per un evento che convoglia a Noci tanta gente. Una bottega “ultracentenaria” che vede la sua nascita alla fine dell’Ottocento sino alla data di chiusura, correva l’anno 1991. Da allora tutto è rimasto cristallizzato, inalterato. Un luogo della memoria che per due giorni è tornato alla “vita”. Tanti i nocesi che hanno fatto tappa e ricordato la loro infanzia. Addirittura nel tempo sono nate anche barzellette. “Ve ind a mezzarecchie e  pigghie…” questo l’ordine perentorio tramandato di generazione in generazione dai genitori a tutti i bambini nocesi.

In quel luogo trovavi di tutto. Era tappa obbligata per tutti, artigiani, contadini borghesi, ma soprattutto i tanti bambini che prima di recarsi a scuola, facevano tappa per quel luogo di “sogni” per fare incetta di leccornie varie, dolci e caramelle. Ma “La capsula del tempo” ha fatto rivivere anche oggetti d’altri tempi, oramai caduti nel dimenticatoio della generazione 2.0, vecchi pennini, inchiostri, calamai e vecchie grafiche e le “mitiche scatole di latta” che oggi diventano memoria storica di un paese. La bottega sita nel cuore del centro storico in via Purgatorio al civico 19, racconta chi erano i “nocesi”.

 

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OUT – La sagra ha convogliato a Noci quasi 150 mila visitatori in due giorni, per due giorni Noci è stata presa d’assalto da “orde fameliche” di bevitori e mangioni incalliti che una volta in preda ai fumi del vino novello e quant’altro hanno dimenticato le primordiali regole di educazione e di buone maniere, l’essenza della civiltà.

Lunedi mattina lo scenario che si presentava ai nostri occhi era deprimente le vie di Noci ridotte alla stregua di una discarica improvvisata, prima che i solerti spazzini provvedessero alla pulizia. Grazie di esistere caro vecchio spazzino.

Altra nota dolente e che mal tolleriamo è assistere puntualmente ogni anno, ad ogni edizione (nonostante i tanti bagni chimici sparsi per il paese) alla fatidica scena delle nostre vie ridotte a cloache, grazie ad imperterriti “furbetti della pipì” e mi fermo qui… che forse è meglio.

Un consiglio… il mattino seguente a “Bacco nelle Gnostre” non uscite di casa alle prime ore del giorno.

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