A14 riaperta dopo il caos, ma resta l’incubo frana

È bastato un movimento della terra per mandare in tilt uno dei principali assi viari del Paese. E ora, dopo giorni di disagi, code e isolamento, l’autostrada Autostrada A14 riapre, ma con più di un’ombra.

Dalle ore 12 di oggi è tornata percorribile la tratta tra Poggio Imperiale e Vasto Sud, chiusa d’urgenza dal 7 aprile per la frana che ha colpito il territorio di Petacciato. Un evento che ha letteralmente spezzato in due la dorsale adriatica, isolando territori e paralizzando traffico e trasporti lungo la direttrice nord-sud.

La riapertura è arrivata dopo interventi serrati per rimuovere detriti e mettere in sicurezza il tratto, ma la normalità è ancora lontana. Nel punto più critico, proprio all’altezza della frana, si transita su una sola carreggiata: quella nord. Una soluzione tampone che non cancella i timori per la stabilità del versante, ancora sotto osservazione.

Il movimento franoso, riattivatosi improvvisamente, ha mostrato tutta la fragilità di un territorio già esposto al rischio idrogeologico. E mentre le auto tornano a scorrere — lentamente — resta il nodo della viabilità alternativa: la Strada statale 16 Adriatica è ancora chiusa, dopo il crollo del ponte sul Trigno.

Uno scenario che rischia di trasformarsi in emergenza prolungata. Secondo le prime stime della Protezione civile, per ricostruire il ponte serviranno almeno sei o sette mesi. Tradotto: un’intera stagione con collegamenti ridotti, deviazioni obbligate e un impatto pesante su pendolari, trasportatori e turismo.

La riapertura dell’A14 segna un primo passo verso il ritorno alla normalità, ma è una normalità fragile, appesa alla stabilità di un terreno che continua a muoversi. E mentre il traffico riprende, resta una domanda che inquieta: quanto reggerà ancora quel versante?

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